martedì 18 maggio 2010

Valdo Spumanti si piazza in buca al Mid-Amateur Golf Trophy 2010

Il golf è una questione di stile ed è proprio sui putting green dei migliori campi italiani che si inserisce l’esclusività glamour del Marca Oro e il prestigioso perlage della Cuvée di Boj di Valdo Spumanti, sponsor del Mid-Amateur Golf Trophy 2010. A suggellare la partnership, l’importante riconoscimento dell’intestazione di una delle gare in programma, Trofeo Valdo – Mid-Amateur Golf Trophy 2010, in occasione della quale il logo Valdo Spumanti verrà inciso sulle coppe in argento della gara. Nella stagione 2010 il brio di due prodotti d’eccellenza firmati Valdo Spumanti, brand leader nella produzione di Spumante Prosecco in Italia, incontrerà il piacere di uno sport in cui correttezza, distinzione ed equilibrio sono alla base dello stare assieme. Snello, gentile, dal corpo moderato e con una leggera amabilità residua, è così che Marca Oro, lo spumante più venduto in Italia, entra nell’area ospitalità del Mid-Amateur Golf Trophy 2010 per accompagnare un circuito di gare che si articola su 12 prove da giocare alternativamente con formula a coppie 18 buche e 4 palle la migliore medal e 18 buche medal individuale. Sapore raffinato, armonico e colore giallo paglierino con riflessi dorati brillanti, la Cuvée di Boj è uno dei prodotti di maggior successo della Linea Prestigio, la gamma di spumanti dell’azienda di Valdobbiadene, distribuita nella ristorazione di alto livello, unici per caratteristiche fisiche e di gusto. Ed è proprio l’alta qualità e la personalità della Cuvée di Boj che accompagnerà con un flûte ricco di persistente e sottile perlage, ogni pasto di tutti i ristoranti dei circoli di golf più prestigiosi: Bergamo, Biella, Bogogno, Cervia, Is Molas, Gardagolf, Monticello, Le Querce, Roma, Rapallo, Tolcinasco, Torino, Padova. Una partnership che segna un incontro tra veri campioni di stile. “Questa stretta tra Valdo Spumanti e Mid-Amateur Golf Trophy – ha dichiarato Pierluigi Bolla, Presidente Valdo Spumanti - conferma il nostro approccio strategico volto a legare l’immagine dell’azienda ad iniziative sportive che esaltino lo stile unico e l’indole conviviale di un prodotto come lo Spumante”. E se è vero che, come citato da Bobby Jons, leggenda del golf, “una gara di golf si gioca per lo più su un campo lungo 30 centimetri… lo spazio compreso tra le due orecchie”, è anche vero che un sorso di Valdo Spumanti va gustato in un intervallo indefinito… il tempo che occorre ad ognuno per godersi il proprio attimo di piacere.
Corporate background Valdo Spumanti
Valdo Spumanti nasce nel 1926 ed è oggi leader in Italia per la produzione di spumante. L’azienda, con headquarter a Valdobbiadene, vanta un organico di 50 dipendenti, una superficie industriale di 20 mila metri quadrati, 2 punti produttivi per vinificazione, imbottigliamento e logistica e una superficie controllata di vigneti “Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg” di 155 ettari. Sono 8.2 milioni le bottiglie prodotte nel 2009, +7% rispetto al 2008, e il fatturato ha registrato un incremento del +8% con 32,5 milioni di euro, realizzato per il 70% in Italia e per il 30% all’estero.



Informazioni:
Ufficio Stampa Valdo Spumanti
CREA Comunicazione e Relazioni Pubbliche
Fabrizio Conti Riva
contiriva@creacomunicazione.com

lunedì 8 marzo 2010

Confcommercio su inflazione: probabilmente in calo nei prossimi mesi

Prezzi e consumi sostanzialmente fermi per effetto di una crescita contenuta: questo è il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai recenti dati diffusi dall’Istat. In particolare – precisa la nota - la tendenza alla moderazione sembra interessare in misura più rilevante i beni rispetto ai servizi, confermando il ruolo della distribuzione nel contenimento dell’inflazione in un momento molto difficile per le famiglie. Questa dinamica dovrebbe permanere anche nei prossimi mesi in considerazione dell’esaurirsi degli effetti delle forti fluttuazioni di prezzo registrate nell’ultimo biennio per alcune materie prime.

Posizione Finco su Schema Regolamento attuativo Codice Contratti Pubblici

Nell’ambito di una complessiva favorevole valutazione dell’articolato predisposto dal Ministero delle Infrastrutture relativo alla revisione del Regolamento attuativo del Codice Contratti Pubblici, la Finco esprime preoccupazione per la previsione dell’art. 85 dello schema attualmente in discussione. Essa può infatti consentire ad imprese che non ne hanno le caratteristiche di acquisire qualificazioni usando lavori dati in subappalto. Anche l’art. 88, che non prevede per l’Avvalimento di qualificazioni superspecialistiche i medesimi limiti che il Codice dei Contratti prevede di norma (art. 37 comma 11, D. L.gsvo 163/06), non può lasciare indifferente il sistema delle imprese specialistiche e superspecialistiche che Finco rappresenta. Il Regolamento può ancora essere migliorato anche in altre parti anche per dare sostegno, in coerenza con l’approvazione dello Small Business Act, e tutela alle Piccole e Medie Imprese (che in questo periodo più che in molti altri stanno attraversando una congiuntura difficilissima). E’ il caso degli articoli 83, 140, 170 e 186. Altre modifiche andrebbero poi introdotte per premiare delle professionalità che, pur connotate in maniera chiaramente superspecialistica, si trovano costrette in ambiti e declaratorie che ne mortificano la particolarità o che non la riconoscono affatto (Allegato A : OS 21B, OS 10, OS 36- proposta di inserimento-). Discorso a parte poi meritano le dotazioni di sicurezza stradale: tema di evidente importanza e di grande complessità che potrebbe giovarsi di alcuni accorgimenti a favore della qualità delle lavorazioni che intervengono sulle dotazioni di sicurezza che trovano anche nel Regolamento attuativo, di cui si discute, previsione (art. 120, art. 107 comma 2 per OS 10). Negative conseguenze avrebbe, in definitiva, una indebita estensione della possibilità da parte delle imprese generali di utilizzare le altrui qualifiche, oltre il limite già stabilito dalla vigente normativa, con riferimento sia alla possibilità di infiltrazioni malavitose nei lavori pubblici, sia alla sicurezza dei cantieri, sia, infine, all’equilibrio ed alla possibilità di armonico esercizio delle attività economiche nel mercato alle Commissioni Pubbliche e delle costruzioni in generale.


domenica 21 febbraio 2010

Aumenta la preferenza per il biologico da parte dei consumatori italiani

La vendita diretta, in particolare di prodotti biologici, contagia nuovi settori e fasce sociali: è quanto emerge dalla sedicesima edizione dell'Annuario del Comparto Biologico Italiano che censisce oltre 8.000 operatori del settore, dei quali 3.100 legati alla vendita diretta. Nel triennio considerato dallo studio, dal 2007 al 2009, il dato più significativo riguarda la crescita dei gruppi d'acquisto solidale, passato da 356 a 598, pari ad un aumento del 68%. I cittadini si organizzano, mettono in comune conoscenze e risorse e fanno la spesa direttamente nelle aziende, prediligendo i prodotti biologici: si tratta di una tendenza confermata anche dalla crescita pari al 32% delle aziende con vendita diretta (passate da 1.645 a 2.176). Sembrano non conoscere crisi i ristoranti e gli agriturismi che offrono prodotti biologici, cresciuti, rispettivamente, del 31% e del 22%. Ma, in tale contesto, il biologico non è solo una scelta che gli italiani fanno nei fine settimana "fuori porta": secondo i dati, si consolida l'attenzione rivolta ai cibi biologici anche nelle scuole, dove il numero delle mense dedicate al biologico è aumentato del 23% (da 683 a 837). Crescono, infine, anche gli ordini effettuati via web: la voce e-commerce è aumentata del 25%, mentre i negozi non virtuali, localizzati in città e paesi, sono cresciuti del 2% e i mercatini biologici del 10%. I dati in questione dimostrano, chiaramente, che il settore del biologico alimentare rappresenta per i consumatori del nostro Paese qualcosa che va ben oltre il ricorso all'acquisto di prodotti di "nicchia": in altri termini, si tratta di un'evoluzione del life style ispirato ai valori dell'affidabilità alimentare e del conseguente benessere.


Fonte: http://oliobiologicocasalino.wordpress.com

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WeWine: nuovi orizzonti per le eccellenze italiane

Valorizzare le potenzialità dell'Italia, partendo dalle prerogative di un territorio dalle innumerevoli risorse. È quanto emerge dal progetto WeWine firmato dal "Gruppo Life" di Rimini, realtà affermata a livello nazionale nel settore della distribuzione vino. Il piano, che sarà presentato di nuovo alla stampa e agli addetti ai lavori Sabato 27 Febbraio alle ore 9 a Roma, è basato su un accurato studio di fattibilità e prevede l'apertura di ben 150 punti vendita in Italia in cui saranno presenti le eccellenze dei vini italiani, accostate ai prodotti tipici provenienti da tutte le regioni della penisola. Il primo piano di distribuzione che prevede per ogni singola referenza venduta un piano di garanzie sui pagamenti attraverso fideiussioni bancarie. Un progetto finalizzato all'attestazione dei migliori vini italiani, selezionati dal Gruppo Life, attraverso un piano che intende incoraggiare gli investitori diminuendo il relativo rischio d'impresa e aprendo nuovi e importanti orizzonti per i produttori vitivinicoli. I punti vendita che nasceranno dal progetto "WeWine" conteranno sulla produzione delle eccellenze del territorio Italiano. Un investimento in termini di visibilità per le aziende aderenti che, tra l'altro, potranno contare su studi specifici, quali una dettagliata analisi di successo del progetto in una specifica area, la progettazione e l'esecuzione di una campagna di comunicazione e di marketing mirate, un continuo controllo di garanzia, oltre alla fondamentale peculiarità dell'esclusività di zona.
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lunedì 15 febbraio 2010

Confcommercio su pil: la ripresa si fa attendere

Permangono difficoltà ad uscire dalla crisi
“È un dato leggermente peggiore delle attese che evidenzia le difficoltà dell’economia italiana, e più in generale di quella europea (+0,1% il Pil congiunturale), ad uscire dalla crisi”: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio alla stima del Pil nel quarto trimestre del 2009 diffusa il 12 febbraio dall’Istat.
“Anche se la fase più critica sembra ormai alle spalle, la ripresa si preannuncia particolarmente fragile e soggetta a molti rischi. Le criticità, oltre alle difficoltà interne, appaiono legate - conclude la nota - anche alla componente estera della domanda che, in un panorama di bassa crescita delle principali economie europee, potrebbe risultare penalizzante per lo sviluppo”.